Roma: “La cura dell’anima”

La cura dell’anima sovente avviene attraverso l’affetto dei cani e, come per gli ospedali, potrebbero essere impiegati negli istituti penitenziari per la riabilitazione dei ristretti. L’idea consiste nel creare spazi verdi recintati in cui i detenuti possano prendersi cura di cani randagi da sfamare con il cibo delle mense che ogni giorno finisce nelle pattumiere. La vicinanza e l’affetto di un cane sarebbe di sollievo per giornate interminabili che anziché trascorse nell’ozio diventerebbero una ragione per svegliarsi e prendersi cura di un cucciolo che è un po’ come un bambino, sviluppando il senso di responsabilità per gli esseri viventi e quindi per il mondo. Francesca Accetta, Esperta criminologia e psicologia forense