Verbania : Accetta: gli effetti del “Covid sull’agricoltura”

Il Covid ha inciso in particolar modo nel settore agricolo, per la mancanza di manodopera, pertanto alcune piantagioni di legumi ad esempio ceci, lenticchie, fave, piselli e sementi ossia orzo, avena e grano sono rimaste incolte. Anche in merito alla potatura degli alberi da frutto quali melo, pero, albicocche, pesche, ciliegio, vigna ed olivo, il Covid ha inciso per la penuria di braccianti nei campi. La pandemia ha influenzato notevolmente i prezzi al consumo, aumentandoli del 30,40 %, poiché non si è potuto procedere al raccolto, pertanto i prodotti della terra, sono rimasti a marcire ed invenduti. La stessa sorte, è toccata ai prodotti dell’orto come ad esempio, pomodori, melenzane, peperoni, zucchine, cetrioli, peperoncini e aromi, quali prezzemolo, basilico, sedano, aglio e cipolla. Quindi, le persone con il pollice verde, sono coloro che hanno tratto maggior beneficio da terrazze e balconi, adibiti ad orticelli. Anche la raccolta e la trasformazione del pistacchio è venuta a scemare. Rammentiamo che il pistacchio è una specialità siciliana, definita l’oro verde di Bronte, con cui si preparano panettoni artigianali, crema, granella, liquore, latte, cioccolatini, gelato, torroncini e dolci, ad esempio il cannolo al pistacchio. Si deduce quindi, la necessità di rinvigorire la manodopera autoctona, contrastando il fenomeno del caporalato ex art. 603 bis c. p., attraverso la giusta retribuzione dei braccianti e applicare il calmiere dei prezzi al  consumo. Concludo quest’anno difficile, augurando un proficuo anno nuovo, con una poesia di Salvatore Quasimodo,
Di te amore m’attrista
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d’aranci
o d’oleandri, sereno
cammina con rose il torrente
che quasi ne tocca la foce.